Lo spazzolino elettrico

Con uno spazzolino elettrico dotato di tecnologia oscillatoria-rotatoria è possibile rimuovere la placca e ridurre la gengivite in modo più efficace rispetto ad uno spazzolino manuale tradizionale.

Questo tipo di spazzolino agisce in maniera diversa rispetto ad uno manuale tradizionale, in quanto esegue autonomamente l’azione di spazzolamento.

Istruzioni per l’uso dello spazzolino elettrico

I dentisti consigliano di rimanere 30 secondi su ogni semiarcata dentale, per un tempo complessivo di spazzolamento e pulizia di 2 minuti: la gran parte degli spazzolini elettrici in commercio sono dotati di un timer che allerta l’utilizzatore su quanto deve soffermarsi su ogni zona prima di passare alla successiva. Le istruzioni da seguire sono le seguenti:

  1. Bagnare le setole e mettere il dentifricio sulla testina;
  2. Avvicinare la testina ai denti prima dell’accensione e azionare lo spazzolino;
  3. Iniziare a spazzolare esercitando una lieve pressione;
  4. Non inclinare la testina poiché le setole vanno tenute ad una angolazione di 45° rispetto all’arcata dentale;
  5. Iniziare a spazzolare i denti frontali superiori e inferiori;
  6. Passare poi a spazzolare gli spazi tra un dente e l’altro;
  7. Spazzolare con cura anche il retro dei denti;
  8. Passare infine lo spazzolino sulla lingua.

Pulizia dello spazzolino elettrico

Dopo aver utilizzato lo spazzolino elettrico, bisogna togliere la testina. La testina deve essere sciacquata accuratamente sotto l’acqua corrente e si deve far asciugare all’aria possibilmente all’interno di un armadietto, o un cassetto. Anche il manico dello spazzolino va sciacquato e riposto al chiuso. Le testine e il manico devono essere tenuti smontanti e riposti al chiuso dopo l’utilizzo perché un ambiente umido come il bagno è il luogo ideale per la proliferazione dei batteri.

Gli esperti del settore inoltre consigliano di cambiare periodicamente la testina, generalmente ogni 3 mesi. Alcune testine a disposizione sul mercato hanno setole che si decolorano progressivamente, in modo da indicare quando è necessario sostituirle.

Chi può usare lo spazzolino elettrico?

Non esistono utenti che non possono utilizzare uno spazzolino elettrico. Per i bambini si raccomanda di iniziare ad utilizzare questo apparecchio tra i 5 e i 6 anni, con prodotti adatti alla loro età, ma per il resto chiunque è adibito all’uso di tale strumento. Coloro che hanno particolari problemi, ad esempio chi soffre di gengive sensibili tendenti più facilmente al sanguinamento, dovrebbero acquistare sempre un prodotto con un sensore di pressione e utilizzare testine con setole morbide. Questo sensore si accende quando lo spazzolamento è troppo energico. Inoltre per la sensibilità dentale si possono impostare degli specifici programmi di spazzolamento.

Tutti possono utilizzare lo spazzolino elettrico, basta saper identificare il prodotto più adatto alle proprie necessità!

Dott.ssa Caterina Mariotti

La prevenzione dei tumori

Conoscere la malattia e i modi per prevenirla significa ottenere un grosso vantaggio nei suoi confronti.

È quindi importante affidarsi a fonti di informazione affidabili e corrette.

Ormai tutti sanno quanto è importante adottare stili di vita salutari per ridurre il rischio di sviluppare un cancro.

Prevenzione primaria

Con la prevenzione primaria si cerca di evitare l’insorgenza del tumore, per esempio attraverso interventi sugli stili di vita o sull’ambiente.

Si può agire aumentando le difese dell’organismo oppure selezionando e trattando le condizioni di rischio.

Di seguito il Codice europeo contro il cancro ovvero 12 regole raccolte, su iniziativa della Commissione Europea, per informare i cittadini sulle azioni che ciascuno può intraprendere nella propria vita per diminuire il rischio di sviluppare un tumore:

  • Non fumare: Smettere di fumare diminuisce il rischio di ammalarsi di cancro a qualsiasi età (ma prima si smette e meglio è).
  • Ridurre l’obesità: L’eccesso di grasso corporeo causa problemi di infiammazione cronica, altera il metabolismo ed altera alcuni fattori di crescita ed ormoni (idealmente andrebbe mantenuto un indice di massa corporea non superiore ai 25 Kg/ m2).
  • Praticare attività fisica: Una regolare e buona attività fisica mantiene in equilibrio il livello di zuccheri nel sangue, l’insulina e gli ormoni correlati, le infiammazioni e le funzioni immunitarie, tutti elementi che influenzano il rischio di cancro.
  • Seguire una dieta sana: per prevenire i tumori è importante mangiare in modo vario ed equilibrato, evitare l’aumento di peso, consumare regolarmente verdura, frutta, legumi e alimenti ricchi di fibra, evitando invece quelli ricchi di zuccheri e di grassi di origine animale. Inoltre limitare il consumo di carni rosse e prodotti lavorati a base di carne, nonché di sale e cibi salati.
  • Evitare l’alcool: questo infatti viene metabolizzato nel nostro corpo in sostanze cancerogene, danneggia le cellule epatiche e può aumentare i livelli di alcuni ormoni come gli estrogeni, che a loro volta possono aumentare il rischio di cancro al seno. È quindi importante limitare, o meglio ancora evitare del tutto, il consumo di bevande alcoliche.
  • Evitare un’eccessiva esposizione solare: non usare i lettini abbronzanti e utilizzare protezioni solari adeguate.
  • Ridurre l’esposizione a sostanza cancerogene: in tutti i paesi dell’Unione Europea è in vigore una legislazione che impone obblighi ai datori di lavoro e ai lavoratori per ridurre l’esposizione alle sostanze cancerogene nei luoghi di lavoro.
  • Allattamento al seno: l’allattamento al seno riduce il rischio di cancro per la madre.
  • Ridurre la TOS (Terapia ormonale sostitutiva): la terapia ormonale sostitutiva (TOS) a base di ormoni femminili è un trattamento utilizzato soprattutto per alleviare i sintomi della menopausa. L’assunzione di questi ormoni aumenta il rischio di sviluppare cancro al seno, all’ovaio e all’endometrio, a seconda del tipo di TOS. È quindi importante effettuare la terapia nei casi strettamente necessari indicati dal medico, possibilmente per breve tempo e alle dosi minime necessarie per controllare i sintomi della menopausa.
  • Partecipare alle campagne di vaccinazione: quasi un quinto dei casi di tumore a livello mondiale è causato da agenti infettivi come virus e batteri (Papillomavirius umano). Il vaccino previene l’infezione da parte dei virus del papilloma responsabile della maggior parte dei tumori al collo dell’utero.
  • Partecipare ai programmi organizzati di screening per il cancro dell’intestino, del seno e del collo dell’utero.
  • Accertarsi di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon presenti in casa e fare in modo di ridurne i livelli.

Prevenzione secondaria

Con la prevenzione secondaria, di cui fanno parte gli screening, si mira a individuare la malattia quando è più facilmente curabile.

Nello stadio iniziale il cancro è normalmente circoscritto a una ristretta area dell’organismo e, il più delle volte, non dà sintomi.

In questa fase il tumore può spesso essere affrontato con maggiore efficacia e minori effetti collaterali con trattamenti chirurgici, farmacologici o di radioterapia e maggiori sono le probabilità di cura.

La maggior parte degli esami condotti nell’ambito di uno screening oncologico dà esito negativo poiché la maggior parte delle persone che vi si sottopongono sono sane.

Gli screening più utilizzati ad oggi sono:

Screening per il tumore del colon-retto: ricerca del sangue occulto nelle feci (ogni due anni fra i 50-69 anni)

Screening per il tumore del seno: mammografia (ogni due anni tra i 50-69 anni)

Screening per il tumore della cervice uterina (ogni tre anni tra i 25- 64 anni

Prevenzione terziaria

Si tratta della prevenzione delle recidive nelle persone a cui è stato diagnosticato e curato un cancro.

Dott.ssa Monica Marinari

Si ai lavaggi nasali

Lavaggi nasali: perché sempre si?

Il lavaggio delle mucose nasali consiste nel far passare una soluzione salina più o meno concentrata attraverso la cavità nasale per rimuovere muco in eccesso, agenti infiammatori e allergeni.

Questa procedura è molto importante per la cura del raffreddore, sia virale sia batterico.

Con cosa si lava il nasino?

Soluzione fisiologica: soluzione di acqua sterile e cloruro di sodio (NaCl) in concentrazione uguale (isotonica) al plasma (circa 300 mOsM). Questo tipo di soluzione è ottima per il lavaggio della mucosa nasale perché non ha alcun tipo di effetto collaterale. Scarso effetto fluidificante e decongestionante.

Soluzione ipertonica: soluzione di acqua sterile e cloruro di sodio (NaCl) in cui la concentrazione salina è maggiore rispetto a quella del plasma (circa 900 mOsM). Queste soluzioni, grazie alla concentrazione salina più alta, hanno un buon effetto fluidificante e decongestionante. Come effetto avverso possono indurre secchezza della mucosa. Proprio per questo motivo spesso si trovano associate sostanze come l’acido ialuronico o l’aloe per limitare la comparsa di crosticine e sanguinamento.

Soluzione ipertonica bilanciata: soluzione di acqua e cloruro di sodio (Nacl) in cui la concentrazione salina è circa a metà tra la soluzione fisiologica e l’ipertonica (circa 600 mOsM). Questo tipo di soluzione lavante è un buon compromesso tra la classica fisiologica e l’ipertonica perché riesce a lavare, fluidificare e decongestionare senza seccare troppo le mucose. I lavaggi devono essere ripetuti durante la giornata perchè essendo una formulazione più delicata l’effetto decongestionante è leggermente ridotto.

Come si lava il nasino?

Per effettuare un buon lavaggio è meglio se possibile far mettere il bambino su un fianco e spremere la soluzione salina scelta nella narice più alta. Se il lavaggio è ben effettuato la soluzione uscirà dalla narice più bassa. Si ripete la procedura poi con l’altra narice girando il bambino sull’altro fianco. Se il bambino è più grande i lavaggi vengono effettuati in posizione seduta.

Che beneficio ho nel fare i lavaggi?

Fin dai primi giorni di vita è importante lavare il nasino dei bambini.

I bambini hanno una produzione di muco più importante rispetto all’adulto: fare i lavaggi aiuta i bambini a ripulirsi e a respirare meglio.

In caso di raffreddore effettuare i lavaggi è molto utile perché, oltre a rimuovere meccanicamente il muco, vengono eliminati anche batteri e virus che sono causa della patologia.

Avere le mucose nasali pulite velocizza la guarigione dal raffreddore: in caso di prescrizione di farmaci dal pediatra (aerosol o gocce nasali) l’effetto farmacologico è maggiore se non si trova uno spesso strato di muco a fare da barriera tra medicina e mucosa. Più la mucosa è libera, meglio assorbe il farmaco, prima il bambino guarisce.

Dr.ssa A. Sinigaglia

Come pulire gli occhi del cane

Pulire gli occhi del cane previene congiuntivite e altre patologie.

La pulizia degli occhi del cane è un’attività semplice ma delicata. Gli occhi dei cani sono delicati, pupilla, cornea, palpebra, sono molto sensibili agli agenti esterni. Lì possono annidarsi batteri e microrganismi, portati da polvere, peli e sporcizia, responsabili di infezioni ed arrossamenti. Niente di grave, se prevenuto o trattato per tempo, ma potenzialmente molto pericoloso se trascurato. Tra le patologie che possono colpire gli occhi dei cani, la più comune è senza dubbio la congiuntivite. È importante controllare quotidianamente gli occhi del nostro cane per rilevare la possibile presenza di graffi, croste, secrezioni che richiedano l’intervento del veterinario.

Pulire gli occhi del cane: ecco come fare

Per pulire gli occhi del cane basta veramente poco, sia in termini di tempo che di prodotti. Ci sono però alcune piccole accortezze da tenere presente per non commettere errori che potrebbero danneggiare e non aiutare il nostro amico a quattro zampe. Usare due garze, una per ogni occhio, imbevute di acqua o meglio ancora di soluzione oculare sterile o di soluzione fisiologica sterile confezionata in monodose. In commercio esistono anche salviette oftalmiche già pronte all’uso imbevute di soluzioni detergenti e lenitive.

Sconsigliato è l’uso dell’ovatta. Il batuffolo di cotone, infatti, si sfibra facilmente e piccoli residui possono rimanere attaccati al pelo del cane, entrare in contatto con l’occhio e provocare irritazione. Per una pulizia accurata tamponare delicatamente l’occhio dall’interno verso l’esterno senza strofinare, facendo particolare attenzione all’angolo interno dell’occhio dove solitamente si accumulano le secrezioni.

Basta veramente poco per evitare fastidiose patologie al nostro amico a quattro zampe.

Dott.ssa M. P. Fiaschi

Farmacia Comunale Santo Pietro B.re

Pulizia interdentale: lo scovolino

Le due malattie orali più comuni, ossia carie e malattia parodontale, sono patologie che colpiscono prevalentemente i siti interprossimali. Questo perché proprio nell’area interdentale si accumula la placca che risulta essere difficile da raggiungere con lo spazzolino. Quindi la pulizia interdentale, in aggiunta allo spazzolamento dei denti, rappresentano le basi di una buona igiene orale.

Lo scovolino nella prevenzione della malattia parodontale

La parodontite colpisce circa il 50% della popolazione adulta. Il principale fattore di rischio di questa patologia è l’accumulo di placca sotto forma di biofilm lungo e al di sotto il margine gengivale. La rimozione di tale biofilm è necessaria sia per prevenire lo sviluppo della malattia parodontale sia come parte del trattamento della parodontite, in modo da evitare la futura perdita di tessuto osseo. E’ stato dimostrato che il solo spazzolamento manuale riduce circa il 42% della placca, senza essere in grado di raggiungere le superfici interdentali. Di conseguenza è necessario l’utilizzo di uno strumento aggiuntivo per la pulizia interdentale come lo scovolino o il filo interdentale. La ricerca scientifica è a favore dell’impiego dello scovolino rispetto al filo interdentale in quanto gli effetti su placca e gengivite sono migliori. Inoltre indagini di gradimento hanno dimostrato come i pazienti stessi preferiscono utilizzare lo scovolino dal momento che risulta essere più efficiente e semplice da utilizzare. Non esiste però uno strumento adatto a tutti i pazienti e a tutti gli spazi interdentali, pertanto la scelta che si raccomanda allo specifico paziente deve essere basata sull’esperienza clinica e sulla conoscenza scientifica.

Lo scovolino

Lo scovolino è uno strumento manuale composto da filamenti proiettati radialmente da un’anima, che viene realizzato per la detersione delle superfici interdentali.

L’anima è la struttura centrale di supporto, di solito composta da un filo di metallo attorcigliato, a cui sono attaccati i filamenti. Un filamento si definisce come una singola setola, attaccata all’anima. La testina dello scovolino è la porzione che passa attraverso lo spazio interdentale e può essere fissa oppure rimovibile pur rimanendo fissa durante l’utilizzo. Lo scovolino può avere una forma conica o cilindrica; diversi studi clinici hanno dichiarato migliori quelli a forma cilindrica in quanto riducono notevolmente gli indici di placca e il sanguinamento a livello dei diti linguali.

Il manico, può essere sia corto che lungo, è la parte dello scovolino che sostiene l’anima.

Come usare lo scovolino

La maggior parte degli esperti consiglia di usare lo scovolino prima dello spazzolamento. Per ottenere un’adeguata igiene orale, è necessario scegliere la dimensione corretta dello scovolino in quanto una lieve resistenza avvertita al momento del suo inserimento suggerisce la giusta misura. A questo punto le istruzioni da seguire sono le seguenti:

1- Inserire lo scovolino nel punto in cui inizia lo spazio interdentale;

2- Inclinare la punta rispetto all’asse dei denti e spingere lo scovolino delicatamente con l’angolazione corretta fino al centro del dente;

3- Tenere il manico dello scovolino a 90° rispetto ai denti senza applicare un’ulteriore pressione;

4- Muovere lo scovolino con cautela per l’intera lunghezza avanti e indietro.

I professionisti del settore odontoiatrico consigliano la pulizia interdentale ogni giorno, idealmente la sera dopo aver mangiato.

Dott.ssa Caterina Mariotti

Farmacia Comunale Ponticelli

Bibliografia

-Interdental Cleaning on a Scientific Foundation, Anna Nilvèus Olofsson, DDS, Manager Odontology and Scientific Affairs, TePe.

Hi, How Can We Help You?
× Come possiamo aiutarti?