OCCHIO AL NEO – CAMPAGNA GRATUITA DI PREVENZIONE DEI TUMORI CUTANEI IN VALDERA

Tutti possono sviluppare un tumore della pelle nel corso della vita, e le ricerche nel settore ci dimostrano che anche il melanoma può essere curato se scoperto in tempo.
Ciascuno di noi può controllare i propri nei con la semplice osservazione e, se qualcuno di essi desta sospetto, è opportuno farlo valutare dal dermatologo.

Per questo è nato il progetto “Occhio al Neo”, un’iniziativa di prevenzione per sensibilizzare i cittadini sulla prevenzione dei tumori della pelle, attivata grazie alla collaborazione tra la Azienda USL Toscana Nord Ovest e CispelConfservizi Toscana, l’associazione che rappresenta le Farmacie Comunali toscane.

Farmavaldera è stata scelta come partner pilota del progetto “Occhio al Neo” tra le  farmacie del territorio della Valdera. Presso la Farmacia Comunale Le Melorie, a partire dal mese di novembre, sarà possibile effettuare il controllo gratuito dei nei “sospetti” (1 neo per ogni prenotazione).

Farmacisti appositamente formati acquisiranno l’immagine del neo sospetto attraverso un apposito strumento, il videodermatoscopio, messo a disposizione dalla ASL e la invieranno ad un dermatologo che opera sotto il coordinamento clinico della Melanoma & Skin Cancer Unit di Livorno, diretta dal dr. Giovanni Bagnoni.

Chi sono i soggetti più a rischio?
– le persone con pelle, occhi e capelli chiari (fototipo chiaro)
– chi presenta molti nei, e chi ha una storia personale o familiare di melanoma
– chi ha avuto molte scottature, soprattutto entro i 15 anni di vita, e chi è solito abbronzarsi nella cabine UVA

Dove possono svilupparsi nei e melanomi?
La pelle di tutto il corpo può esserne interessata, quindi è consigliata un’osservazione meticolosa e sistematica di tutta la superficie cutanea, aiutandosi anche con uno specchio, e includendo le unghie, la pianta dei piedi e il cuoio capelluto.
Il 75% dei melanomi proviene da un neo pre-esistente. Perciò è essenziale non solo monitorare la comparsa dei nuovi nei, ma anche intercettare qualsiasi loro cambiamento di dimensioni, forma o colore.
Come fare ad individuare un neo sospetto?
Esiste un metodo, sviluppato, approvato e utilizzato a livello mondiale da tutti i dermatologi, per osservare con attenzione ed efficacia l’evoluzione dei nei e poter individuare l’insorgenza di un potenziale melanoma: il metodo ABCDE.
Ogni neo va valutato con attenzione, ad intervalli mensili, seguendo scrupolosamente le lettere:

La diagnosi precoce è fondamentale. L’esame consiste  in una semplice scansione di pochi secondi della lesione sospetta. La scansione verrà trasmessa ad un dermatologo che stilerà il referto, successivamente consegnato al paziente in farmacia. Qualora dall’esame dell’immagine emerga un profilo di rischio il paziente riceverà direttamente dall’Azienda Sanitaria l’invito  ad effettuare un approfondimento clinico presso l’Ospedale Felice Lotti di Pontedera.

“Grande soddisfazione_esprime la dr.ssa Carla Pucciarelli, direttore generale di Farmavaldera_ per questa iniziativa che avvicina i cittadini alla prevenzione di un tipo di tumore molto aggressivo, ma che corretti comportamenti possono contrastare, a partire da una adeguata protezione quando ci si espone al sole e all’osservazione dei cambiamenti cutanei da sottoporre al controllo dello specialista, intervenendo precocemente. Obiettivi dello screening, sensibilizzare le persone sull’importanza della prevenzione, rendere accessibili i controlli portandoli  “sotto casa” dei pazienti senza creare pressione sulle strutture sanitarie, valorizzando la facilità di accesso alle farmacie e la predisposizione dei farmacisti verso ruoli sempre più sanitari”.

I cittadini che vogliono sottoporsi ad un controllo per una lesione sospetta possono prenotare un appuntamento telefonando in una delle nostre farmacie:

  • Farmacia Comunale Le Melorie ( dove verrà effettuato il controllo) 0587 731777
  • Farmacia Comunale Ponticelli 0587 706416
  • Farmacia Comunale Santo Pietro B.re 0587 609845

La campagna durerà fino a fine 2022 per poi spostarsi su altre zone del territorio della Azienda USL Toscana Nord Ovest, in un percorso di prevenzione itinerante.

Scarica qui la locandina informativa ( link)

DERMATITE NEL CANE E NEL GATTO: SINTOMI E DIFFERENZE

La dermatite del cane e del gatto è una fastidiosa malattia, estremamente diffusa, caratterizzata principalmente da un prurito intenso e persistente, e perdita di pelo in specifiche zone del corpo.

La si riconosce facilmente perché l’animale, oltre a grattarsi, comincia a “mordicchiarsi”, a leccarsi spesso (soprattutto il gatto) specialmente negli spazi interdigitali.

Oltre a causare un malessere generale all’animale, la dermatite porta a una serie di conseguenze non meno gravi della malattia stessa: il forte prurito porta a ferite e lesioni da grattamento con rossore, croste e gonfiore, che possono andare incontro facilmente a infezioni batteriche. Per questo motivo non bisogna mai sottovalutare questi sintomi: se dovessero presentarsi con elevata frequenza è necessario portare il vostro animale dal veterinario per una visita dermatologica!

Ricordiamoci che il prurito è un sintomo ASPECIFICO: le cause più frequenti sono le allergie (dermatiti allergiche), ma potrebbe essere anche un allarme per parassiti, neoplasie, o altro.

QUALI SONO LE DERMATITI PIU’ FREQUENTI?

Le dermatiti allergiche si verificano quando c’è una reazione immunitaria eccessiva nei confronti di un allergene di varia natura (parassitario, alimentare o ambientale). Si riconoscono dunque 3 tipi principali di dermatite allergica sulla base dell’allergene che dà origine a questa reazione:

  •  Dermatite allergica da punture di insetti o pulci. In questo caso la reazione immunitaria è causata non dalla presenza diretta del parassita ma avviene nei confronti della saliva delle pulci, che determina infiammazione e conseguente prurito. Le lesioni sono a carico delle zone in cui questi parassiti si localizzano più frequentemente: dorso, base della coda e fianchi. Una volta individuati i parassiti responsabili, è necessario utilizzare prodotti antiparassitari specifici e trattare l’ambiente frequentato dall’animale, spesso ricco di uova e larve.
  • Dermatite alimentare. Anche gli animali, come gli uomini, possono sviluppare alcuneintolleranze a determinati alimenti. In questi casi il disturbo può essere accompagnato anche da vomito e diarrea. In questo caso le lesioni sono generalmente a livello del muso, orecchie, ventre e spazi interdigitali. In questi casi esistono dei test sierologici dove vengono individuati gli ingredienti scatenanti della dermatite, ma non sempre è facile individuarli. Da qui la scelta migliore è quella di una dieta ad esclusione, avvalendosi di una dieta casalinga a base di un’unica fonte proteica o usando apposite diete commerciali ipoallergeniche (monoproteici o idrolizzati proteici). La prova dovrà essere condotta per almeno 8 settimane e solo la risoluzione della sintomatologia permette di diagnosticare questa malattia.
  • Dermatite atopica.  Questo tipo di dermatite consiste in una reazione immunitaria eccessiva nei confronti di sostanze presenti normalmente nell’ambiente quali pollini, acari della polvere o muffe. Le zone più colpite dal prurito sono il muso, le orecchie, l’addome e le ascelle; inoltre possiamo individuare congiuntivite, rinite allergica, asma, starnuti e cattivo odore del pelo. Purtroppo la diagnosi può essere fatta solo per “esclusione”, cioè escludendo altre cause, ed è possibile effettuare test allergici in caso la terapia con atri farmaci sia fallita. Questo tipo di dermatite è legata anche a una predisposizione genetica, come avviene spesso nel labrador o nel bulldog francese.
  •  Dermatite da stress. Non legata a fattori allergici ma molto più frequente di quanto si possa pensare, questa dermatite è causata da un cambio di abitudini nella vita dell’animale, come ad esempio un trasloco, l’arrivo di un nuovo animale domestico o l’allargamento della famiglia. In questi casi la soluzione è quella di individuare la causa dello stress e far ritrovareserenità e stabilità al proprio amico a quattro zampe, facendosi aiutare dall’esperienza del veterinario.

La dermatite spesso è una malattia cronica, quindi l’animale non guarirà mai del tutto. Una volta trovata ed eliminata la causa, quando possibile, possiamo avvalerci di rimedi in grado di alleviare i sintomi, da usare in combinazione con l’eventuale terapia farmacologica. Ad esempio:

  • Shampoo emollienti e lenitivi
  • Corretta igiene del pelo
  • Integratori di acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6, che favoriscono la salute della cute e del manto, contrastando l’infiammazione e la perdita di peli.

Tutti i vari tipi di dermatiti elencati vanno diagnosticati dal vostro veterinario, lui saprà individuare la causa e i rimedi più opportuni per aiutare il vostro animale ed eliminare questa fastidiosa malattia. Il consiglio è quello di intervenire subito alla comparsa dei primi sintomi, evitando di sottovalutare il problema o di protrarlo nel tempo.

Dott.ssa Clarissa Falchi

Dalla Natura un aiuto per le pelli fragili: SerendiLIFE – serendipity in life.

Se si cura una malattia si vince o si perde, se si cura una persona, vi garantisco che si vince sempre, qualunque sia l’esito della terapia”. 

Patch Adams

Dall’incontro di una biologa, una chimica e un’estetista specializzata in estetica oncologica durante un evento benefico a sostegno della “Associazione Astro Onlus” è nata una linea di cosmetici naturali volta a migliorare la salute della pelle di persone sottoposte a terapia. 

I cosmetici della linea SerendiLIFE vengono prodotti nei laboratori “Le Antiche Mura” di Empoli: l’intera linea viene utilizzata su donne in terapia oncologica nello Spazio Benessere di Astro Onlus al Centro Donna presso l’ospedale San Giuseppe di Empoli. 

I prodotti cosmetici della linea hanno lo scopo di mitigare gli effetti collaterali cutanei delle terapie oncologiche: rossore, estrema secchezza, prurito e alterazioni nella colorazione. Tutta la linea è dermatologicamente testata su pelli sensibili.

La linea cosmetica si compone di:

  • LIP FOR SMILE: burro labbra a base di oli e burri vegetali per donare  morbidezza e protezione
  • ACQUA DEODORANTE: acqua rinfrescante e deodorante al talco e limone, non lascia residui sulla pelle e contrasta l’irritazione causata dal sudore.
  • DETERGENTE VISO E CORPO: detergente con texture setosa e NON schiumogena, pulisce senza aggredire la barriera cutanea mantenendo la pelle morbida. Rimuove anche trucco, smog e le impurità quotidiane che si depositano sulla pelle.
  • CREMA VISO E CORPO: coadiuvante quotidiano per la pelle sensibile e secca. Nutre la pelle e contrasta i danni dovuti a chemio e radioterapia.
  • GEL VISO: con acido ialuronico concentrato, texture estremamente leggera, idrata in profondità e si assorbe molto velocemente senza ungere la pelle.
  • OLEOLITA DI CAMOMILLA: soluzione oleosa a base di camomilla, pianta nota per le proprietà protettive, da utilizzare sulle pelli particolarmente fragili e delicate. 
  • OLIO GEL: indicato per la detersione del cuoio capelluto e delle piccole aree estremamente secche e sensibilizzate. Contrasta il fastidio e il disagio provocato dal contatto della cute con la parrucca: riporta il cuoio capelluto a uno stato di naturale morbidezza e benessere.                               

   Dott.ssa Alessandra Sinigaglia

PRIMI FREDDI? PROTEGGITI!

È arrivato l’autunno! Ognuno di noi riprende le attività sospese durante l’estate, e quindi via al ritorno a scuola, in piscina, in palestra, a correre all’aperto e ai vari impegni che ci mantengono sempre attivi ed energici…ma attenzione a non cadere subito nel primo malanno della stagione fredda!

Con l’arrivo dell’inverno il nostro sistema immunitario viene messo a dura prova: le temperature sono più basse, le giornate sono più corte, virus e batteri sono molto più diffusi.
Inoltre, altri fattori che possono renderci più vulnerabili sono lo stress fisico e mentale, una vita sedentaria, poche ore di sonno, una dieta sbilanciata e sbalzi termici.

Come accorgersi se le nostre difese sono indebolite?

  • raffreddore e mal di gola frequenti;
  • stanchezza, debolezza e dolori muscolari costanti;
  • difficoltà a concentrarsi;
  • herpes;
  • disturbi intestinali, causati dall’alterazione della flora batterica, principale responsabile della difesa immunitaria.

COME PROTEGGERSI AL MEGLIO?

Tra gli elementi più rilevanti per avere un sistema immunitario attivo spiccano le vitamine (soprattutto la C e la D), minerali (zinco, selenio e ferro) ed estratti naturali di piante, fra cui si distinguono l’Echinacea, l’Eleuterococco, il Sambuco e l’Uncaria.
Vediamone alcuni nel dettaglio.

  • La vitamina C (o acido ascorbico o ascorbato)
    è in grado di sostenere e stimolare le principali cellule del sistema immunitario, come neutrofili, macrofagi e linfociti. Ha inoltre una forte azione antiossidante: è capace di neutralizzare i radicali liberi, responsabili di danni a cellule e tessuti. In più, intervenendo nella biosintesi del collagene, proteina principale di pelle e cartilagine, contribuisce all’integrità della pelle stessa, prima linea di difesa del nostro organismo. La vitamina C si trova soprattutto negli alimenti freschi e ne sono particolarmente ricche le arance, le fragole, i mandarini, i kiwi, gli spinaci, i broccoli, i pomodori e i peperoni. Data la termolabilità, questi alimenti devono essere conservati per non più di 3-4 giorni e consumati crudi o comunque poco cotti.
  • La vitamina D (o colecalciferolo)
    svolge un ruolo indispensabile per le nostre difese in quanto attiva i linfociti, cellule che combattono le infezioni. Per garantirsi quantità adeguate di vitamina D è necessario esporsi alla luce solare, possibile soltanto in alcuni periodi dell’anno, e alimentarsi con cibi di origine animale ricchi di vitamina D: pesci grassi (salmone, aringhe, sgombro, tonno), uova e formaggio.
  • Zinco
    minerale importante come immunostimolante poiché ha un ruolo centrale nella maturazione e nella differenziazione delle cellule immunitarie, promuovendo lo sviluppo dei linfociti e la produzione degli anticorpi. Inoltre lo zinco aiuta a mantenere integre le mucose e la pelle, cioè le prime barriere di difesa. Ottime fonti naturali di zinco sono i semi di zucca, le noci e le mandorle.
  • Echinacea (Echinacea angustifolia, Echinacea pallida ed Echinacea purpurea)
    pianta conosciuta fin dall’antichità per le proprietà immunostimolanti e antivirali, è utile per favorire le difese immunitarie e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. La sua azione si esplica in particolar modo con l’aumento dei leucociti e dei macrofagi, cellule in grado di intrappolare ed eliminare gli agenti esterni dannosi. Migliora quindi la resistenza dell’organismo alle aggressioni esterne e aumenta l’efficacia delle nostre difese immunitarie. È utile sia in caso di malattie acute delle alte vie respiratorie sia per prevenire nuove infezioni. Per la prevenzione dalle malattie stagionali si usa in genere a cicli regolari, a partire da settembre, assumendola per 20 giorni consecutivi e 10 giorni di pausa.
  • Eleuterococco
    conosciuto anche come ginseng siberiano, l’eleuterococco rientra nella categoria delle piante ad azione tonica e adattogena, è in grado cioè di contrastare l’astenia e i sintomi ad essa associati, come debolezza, affaticamento e difficoltà di concentrazione. Ha inoltre la capacità di rafforzare le difese immunitarie, in quanto capace di aumentare i livelli ematici di linfociti. Il suo utilizzo è indicato nella prevenzione delle malattie infettive e nelle forme influenzali, perché ne contrasta l’insorgenza e aumenta la resistenza al freddo.
  • Fermenti lattici probiotici (bifidobatteri e lactobacilli).

Forse non tutti sanno che l’intestino non è l’organo deputato soltanto alla digestione del cibo, ma è anche la sede principale del sistema immunitario poiché ospita circa il 70% delle nostre difese. La mucosa intestinale è la più ampia superficie dell’organismo a contatto con virus e batteri, dunque è fondamentale avere una flora batterica intestinale ben equilibrata. L’assunzione di fermenti lattici vivi probiotici, cioè batteri e lieviti “buoni”, è essenziale per favorirne un buon funzionamento.

BUONE ABITUDINI DA RICORDARE

Gli integratori sono un valido sostegno per avere un organismo sano e forte, ma il primo passo da fare è adottare uno stile di vita sano, seguendo queste “semplici” regole:

  • seguire un’alimentazione equilibrata e soprattutto ricca di vitamine e sali minerali. In particolare, è buona regola consumare verdure di stagione (broccolo, cavolo) e frutta fresca, soprattutto agrumi e kiwi, ricchissimi di vitamina C. Nel carrello della spesa non dovrebbero mancare inoltre cereali integrali, proteine magre del pesce e alimenti che contengono fermenti lattici probiotici (yogurt);
  • svolgere una moderata attività sportiva, utile per potenziare il sistema immunitario;
  • limitare o eliminare fonti di stress. Lo stress, infatti, influisce sul numero dei globuli bianchi che risultano meno responsivi a stimoli esterni, rendendo l’organismo più “attaccabile” da agenti che causano malattie;
  • “dormire bene”: un sonno di buona qualità, di almeno 7-8 ore e caratterizzato da un regolare ritmo sonno-veglia influenza positivamente il sistema immunitario.

Dott.ssa Clarissa Falchi

Ferro: che cos’è, e a cosa serve?

Il ferro è un elemento indispensabile al nostro organismo.
La sua funzione principale riguarda la produzione di emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi che permette il trasporto di ossigeno a tutti i tessuti, e della mioglobina, un’altra proteina deputata a fissare l’ossigeno all’interno dei muscoli.
Sostiene la termoregolazione fisiologica: bassi livelli di ferro sono associati infatti a sensazione di freddo.
Contribuisce alla normale funzione cognitiva, alla normale funzione del sistema immunitario e alla riduzione di stanchezza e affaticamento.

Fabbisogno giornaliero di ferro

La dose giornaliera raccomandata di ferro per un adulto è 14 mg circa. Questo fabbisogno giornaliero varia però a seconda di età, sesso e di condizioni particolari, come gravidanza e allattamento. In generale le donne necessitano di assumere quantitativi maggiori rispetto agli uomini.

Sintomi della carenza di ferro

La carenza di ferro porta come prima cosa ad anemia, cioè riduzione dei globuli rossi nel sangue e quindi la capacità di distribuire ossigeno ai tessuti. I primi sintomi di carenza di ferro sono quindi stanchezza, mancanza di energie, disturbi gastrointestinali, difficoltà di memoria e concentrazione, calo delle difese immunitarie e problemi di termoregolazione.

A chi consigliamo l’integrazione di ferro?

  • A chi segue una dieta vegetariana, vegana o comunque una dieta povera di carne o pesce.
  • A donne in gravidanza e allattamento.
  • A donne con ciclo mestruale abbondante
  • A chi pratica molto sport, soprattutto di resistenza
  • In caso di stanchezza e affaticamento
  • A chi usa antiacidi, o eccede nell’uso di lassativi o FANS
  • Per contrastare la caduta dei capelli
  • Per sostenere il sistema immunitario

Curiosità:

  • Molto spesso chi assume ferro sa che quest’ultimo può indurre stitichezza e irritazione del tubo digerente, ecco perchè spesso e volentieri lo troviamo in forma chelata come citrato o bisglicinato.
  • L’assorbimento di ferro avviene nell’intestino tenue, e migliora in presenza di Vitamina C o acido folico.
  • L’assunzione frequente di acido acetilsalicilico aumenta il fabbisogno di ferro.
  • L’assunzione di tè o caffè ne inibiscono l’assorbimento.
  • Il ferro introdotto con la dieta è trasportato nell’organismo dalla transferrina, ed accumulato nel fegato sotto forma di ferritina, una proteina di deposito. Quando una persona è carente di ferro il corpo utilizza le riserve in maniera automatica. Per controllare se c’è carenza di ferro quindi è necessario misurare sia il contenuto di ferro che quello di ferritina.

Cibi ricchi di ferro:

Negli alimenti, il ferro è presente in due forme:

  • ferro eme, più facilmente assimilabile, presente nelle carni:
    • fegato
    • manzo
    • prosciutto
    • bresaola
    • pesci: scorfano, occhiata, spigola, acciuga, sarda, tonno,  sgombro
    • molluschi
    • crostacei
  • legato a emoproteine
  • ferro non-eme, di origine vegetale presente in:
    • spinaci
    • cavoli di bruxelles
    • cacao
    • mandorle
    • fichi secchi
    • legumi secchi e fagioli freschi
  • in forma inorganica

La differenza è nel diverso meccanismo con cui viene assimilato; il ferro eme è assorbito da siti specifici presenti nella mucosa intestinale, e non è influenzato dalla presenza di altre sostanze; il ferro non-eme ha assorbimento variabile in base alla presenza di inibitori o promotori.

Dott.ssa Barbara Matteoli

Fonti:

– saperesalute.it
– humanitas.it
– issalute.it
– solgar professional desk reference

Informazioni per tutti:
www.takeironseriously.com


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