Le ondate di calore caratterizzano sempre di più il periodo estivo, mettendo a dura prova le persone, ma anche i farmaci. Aifa ha diffuso alcune raccomandazioni per la loro corretta conservazione, invitando a consultare anche i medico e il farmacista.

In generale, i farmaci vanno conservati in ambienti freschi e asciutti a una temperatura inferiore a 25 °C.
Ci sono però alcune classi di farmaci che richiedono maggiore attenzione alla conservazione:
-insulina
-farmaci per la tiroide,
-contraccettivi
-medicinali a base ormonale
sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche.
Gli sbalzi di temperatura e umidità potrebbero provocare nel farmaco cambio di colore, di consistenza o di odore. Questi cambiamenti non sempre sono indice di un deterioramento del medicinale, quindi è possibile rivolgersi al medico o al farmacista per avere indicazioni a riguardo prima di assumere o smaltire opportunamente il prodotto. L’Aifa sta diffondendo da alcuni giorni sui social, in concomitanza delle ondate di calore che stanno investendo l’Italia, queste e altre informazioni per offrire ai cittadini riferimenti puntuali e affidabili. Oltre alla corretta modalità di conservazione, Aifa tratta anche i potenziali effetti collaterali connessi al caldo estremo, mettendo a disposizione di tutti anche un podcast dedicato https://open.spotify.com/show/3VoGZXBNgmtREOgL5dgSYP?si=ce7de2c0b69c4d6f

Viaggiare con i farmaci: le temperature da rispettare

Queste le raccomandazioni più generali: “Tieni i farmaci in ambienti freschi e asciutti e verifica sempre sul foglio illustrativo modalità e temperature di conservazione; controlla aspetto, odore e colore dei tuoi medicinali, consultando il medico o il farmacista se noti anomalie; se viaggi in auto, conserva i medicinali nell’abitacolo climatizzato o in borse termiche, se viaggi in aereo, metti i farmaci salvavita nel bagaglio a mano, insieme alle prescrizioni; porta sempre con te le confezioni originali, per non fare confusione tra scadenze, avvertenze e dosaggi di medicinali diversi; controlla se i farmaci che assumi sono compatibili con l’esposizione al sole.”

Molti medicinali devono essere conservati sotto i 25°C, salvo diversa indicazione riportata sul foglio illustrativo. Per altri, come l’insulina o alcuni farmaci ormonali (tiroidei, contraccettivi), è indispensabile il mantenimento della catena del freddo, con temperature tra 2 e 8°C. La raccomandazione dell’Aifa è di leggere sempre con attenzione il foglietto illustrativo, che indica le modalità corrette di conservazione, e di evitare l’esposizione a fonti di calore o alla luce solare diretta.

In ogni caso, quando si viaggia, “è buona norma dotarsi di borse refrigerate che possano mantenere una temperatura adeguata per tutta la durata del tragitto”.

“In auto, ricorda che l’abitacolo è più fresco del portabagagli. In aereo porta i farmaci salvavita nel bagaglio a mano insieme alle prescrizioni. Ricorda che i liquidi di volume non superiore a 100 ml possono essere trasportati nel bagaglio a mano e devono essere inseriti in buste trasparenti, mentre per compresse e capsule non ci sono restrizioni. Alcuni farmaci – prosegue il podcast -necessitano di particolari condizioni di conservazione. L’insulina, ad esempio, deve essere conservata in frigo a una temperatura controllata compresa tra 2 e 8 gradi centigradi. Anche i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali a base ormonale sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche. Evita, in ogni caso, di esporli a fonti di calore e a irradiazione solare diretta”.

Il farmaco cambia aspetto o consistenza: ecco cosa fare

“Se l’aspetto del farmaco che assumi abitualmente ti sembra diverso o presenta difetti come un colore o un odore anomalo o una differente consistenza, consulta il medico o il farmacista prima di assumerlo perché questi cambiamenti non sempre sono indice di un deterioramento del medicinale”, consiglia l’Aiga. Alcuni farmaci possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione come dermatiti o eczemi. “Questo fenomeno può verificarsi in particolare con creme a base di cortisone, gel, soluzioni o spray, ma anche antibiotici e anticoagulanti. In questo caso, è bene evitare l’esposizione solare, in particolare nelle ore più calde della giornata, e utilizzare sempre un’adeguata protezione. In casi specifici, ad esempio dopo l’uso di cerotti a base di ketoprofene, è necessario evitare di esporsi al sole fino a due settimane dopo il trattamento”,  

“Ricorda che quando possibile, in estate l’utilizzo di formulazioni solide come le compresse è da preferire alle formulazioni liquide, poiché meno sensibili alle alte temperature”, suggerisce l’Aifa.

Interazioni farmaci e caldo: effetti avversi più comuni

Farmaci che possono favorire disturbi causati dal caldo. “Alcuni farmaci, a causa del loro meccanismo di azione, possono interferire con il meccanismo della termoregolazione o alterare lo stato di idratazione. L’elenco di seguito – precisa l’Aifa – individua diverse categorie di farmaci che, in base ai meccanismi di interferenza con gli effetti del caldo, possono aggravare gli effetti delle alte temperature sulla salute. In casi estremi e solo su consiglio del medico curante può essere valutata la necessità di una rimodulazione della terapia”.

Ecco l’elenco:

Anticolinergici: possono interferire con la termoregolazione, ridurre lo stato di vigilanza, ostacolare la sudorazione

Antipsicotici: possono inibire il meccanismo di sudorazione, diminuire la pressione arteriosa e la termoregolazione a livello centrale e ridurre lo stato di vigilanza, rendendo il soggetto incapace di adottare strategie difensive

Antistaminici: possono inibire il meccanismo di sudorazione e ridurre la pressione arteriosa

Antiparkinsoniani: possono inibire il meccanismo di sudorazione e ridurre la pressione arteriosa, causare vertigini e stato di confusione

Antidepressivi: possono ridurre la sudorazione, interferire con la termoregolazione centrale e ridurre lo stato di vigilanza

Ansiolitici e rilassanti muscolari: possono ridurre la sudorazione e causare vertigini, diminuire la gittata cardiaca e influenzare il raffreddamento tramite vasodilatazione, possono causare un aggravamento di sintomi respiratori

Antiadrenergici e beta-bloccanti: possono influenzare la dilatazione dei vasi sanguigni cutanei, riducendo la capacità di dissipare calore per convezione

Simpatomimetici: vasodilatatori, compresi nitrati e regolatori del canale del calcio, possono peggiorare l’ipotensione in soggetti vulnerabili

Antipertensivi e diuretici: possono condurre a disidratazione e ridurre la pressione sanguigna; un effetto collaterale comune è l’iponatremia che può essere aggravata da un eccesso di assunzione di liquidi

Antiepilettici: possono ridurre lo stato di vigilanza e aumentare lo stato di confusione.

Fonti:
https://www.farmacista33.it/farmaci/31504/farmaci-e-ondate-di-caldo-aifa-le-raccomandazioni-su-conservazione-ed-effetti-collaterali.html

https://www.aifa.gov.it/-/farmaci-e-caldo-usare-in-sicurezza-i-medicinali-durante-la-stagione-estiva

La Redazione

Hi, How Can We Help You?